01 maggio, 2012

Un giorno mi stavo perdendo tra le parole

Un giorno mi stavo perdendo tra le parole di un libro, di tanti libri, tra tante parole. 
Stavo per crollare.... finché non ho trovato un altro libro che mi ha salvato. 
Parlava di  ....


24 aprile, 2012

Buonanotte


Quanti modi di dire buonanotte.

Dalla finestra della mia casa, quando fuori fa molto buio ed io sono anche leggermente romantica, si vedono le stelle. E' vero che sono in centro e che quindi è difficile scrutare tutto il cielo, però qualche stella si riesce a vedere, qualche puntino giallo o bianco nel cielo scuro.
Sognando poi... di addormentarmi sulla luna


28 marzo, 2012

è solo la quiete prima della tempesta

Si perché una persona cerca di realizzarsi con il lavoro visto che, siccome bisogna farlo per tutta la vita, tanto vale che almeno ci piaccia.

Ci sono diverse tipologie di persone tra cui: ci sono quelle che lavorano pensando tutto il giorno a cosa fare quando escono e quando sono in ferie (magari navigando su google maps nelle pause), e quelli che lavorano anche mentre sono a casa o con la testa o al computer e che gli pesa certo, ma gli piace (magari anche loro girano su google maps tra un google doc e un google calendar e l'altro).

Così uno ci prova. A piedi al mattino, al computer la sera. Ma niente.. gmail quasi si chiude in automatico perché si è rotto le scatole dei continui aggiornamenti e invio e allegati e candidature.
E tu lì che pensi ad una sola cosa.. è solo la quiete prima della tempesta! Maledizione!!
E' stato uno schizzo veloce veloce ma ce l'avevo proprio in mente, l'immagine unica, di una valanga di telefonate e colloqui nel giro di tre giorni! Ah, dovrei smetterla di sognare ad occhi aperti!


14 marzo, 2012

e adesso che è sua, la dona


E' iniziato tutto durante la tesi di laurea.. faccio raramente disegni pensando ad un continuazione ma le situazioni che si vivono quotidianamente portano spesso a tirar fuori i soliti mezzi espressivi o gli stessi temi. 
Tu disegni disegni disegni e poi, li riguardi insieme, uno accanto all'altro e ti rendi conto che è una strada... e che ci sarà forse ancora qualcos'altro e che nulla viene mai disegnato a caso, almeno nel mio caso.
Così è partito durante la tesi di laurea, il carpe diem, nella Biblioteca delle Oblate a Firenze...


e poi arriva la seconda parte, non ricordo dove ma sicuramente nello stesso periodo, forse nella casa dove abitavo in quel momento, in via Palazzuolo, sempre a Firenze (c'era una pizzeria napoletana favolosa accanto ed è una zona tranquillissima) e senza un titolo, forse perché solo un passaggio... ah, questa sfera!


e adesso qua, a Bologna, la terza parte.. con un altro titolo che adesso non mi sento di utilizzare e che forse è scollegato dagli altri o forse no, sarà il tempo a decidere. 


l'unica cosa che mi viene da scrivere è che:

questa, senza volerlo è la terza parte.. 
prima la mano tenta di prendere la sfera, poi l'acchiappa 
e adesso che è sua, la dona

che poi, se ci penso bene, ho sempre cercato di donarla ..

06 marzo, 2012

Due di Picche

  
Due di Picche "ci s'è gia provato na volta e non funziona"

Chi è che non ha mai ricevuto un due di picche nella vita! Impossibile, oppure fortunatissimi! 

Ce ne sono alcuni, di due di picche, che rimangono memorabili! Di quelli che davvero non ti dimentichi non tanto per la loro potenza distruttiva, ma per la loro ironia! A voi non capitano?? A me sì!! Sono di quei due di picche che ti divertono, che ci fai due risate perché, si sa, i toscani sanno essere autoironici!

23 febbraio, 2012

Io e Moka

23/02/2012 Io e Moka

sembrerà una stupidata, ma quando stamani ho pensato che io e moka avremmo festeggiato tre anni ho anche pensato a come realizzare questa foto di coppia. E così come non fare se non disegnandomi vestita come tutte le mattine (quasi tutte, dipende dal pigiama) e cioè con i pantaloni della tuta e la felpa del pigiama grigio, i capelli arruffati e un sorrisino appena arriva il profumo del caffé!

19 febbraio, 2012

Tutta chiusa in una mano

Tutta chiusa in una mano

è tutto quello che so dire, son tutte le emozioni che so raccontare, son tutte le sensazioni che posso provare. Semplicemente raccolte in me, in quell'omino strinto da una mano. Quella mano che non lo lascia fuggire, che rappresenta le paure, soprattutto, ma anche la tensione, il rammarico, un senso di colpa, la distanza: una sensazione unica di disagio e dispiacere. Un dispiacere che voglio cambiare, un dispiacere che cambierà. Una sensazione che si modificherà e che piano piano eviterò si ripresenti ancora così fortemente in quelle situazioni. Uno scoprire, scoprirmi, che mi permetterà di stare meglio con i cari affetti.

10 febbraio, 2012

Sliding Doors

la notte..
Due giorni.. due giorni in cui avevo in mente queste sfere colorate che facevano da sfondo per un sacco di cose.. potevano fare solo da sfondo, da sole non potevano essere molto. I colori sono di tutti, sono in tutto. Il movimento circolare, dall'interno all'esterno, in crescendo, può essere di tutto!
Una notte per disegnare lo sfondo.. in bianco e nero mentre twittato e scrivevo. Tutto per, paradossalmente, concentrarsi! 
Queste linee, queste sfere a cui dare un significato.. un senso. 

la mattina dopo..
Poi la mattina dopo, sveglia presto, accantonati altri impegni, tutta la concentrazione doveva stare lì.. 
Ho iniziato a disegnare l'omino.. in danza, dicono, dall'alto al basso, da destra a sinistra e poi di nuovo da sinistra a destra. Una danza non molto sinuosa, è vero, come dicono.
Si schiude, si apre.. e dietro di lei, tanti tanti colori, tutti con un proprio significato. E poi al basso, giallo! Il sole, i raggi! E tante tante possibili spiegazioni.. tanti tanti possibili risultati.. ne riporto uno della mia speciale copy! 

Sliding Doors - Paola Dubhe



 hai presente slindig doors, il film, ecco una cosa così, ovvero le moltissime possibilità che si aprono ad ogni passo....ogni scelta porta da qualche parte....quindi per me è sliding doors!!! oppure mettendolo in italiano qualcosa come fato o possibilità, se poi vuoi un nome che incuriosisce di più propongo Sahasrara che è il nome del 7 chakra e rappresenta la libertà assoluta...vedi un pochino te

Ecco, vedo un pochino io, come dice Elisa.
E che dire?! Sliding Doors è fantastico, per il settimo Chakra non mi sento pronta! :) Quindi, tengo la prima!!

26 gennaio, 2012

Pedalare - dalle parole alla matita


Era partito come un semplice scambio di emozioni, di parole scritte e non cancellate, di sensazioni e rancori, di sfoghi messi su carta. 
Era partito semplicemente come una chiacchierata tra amiche lontane attraverso delle mail.

Poi il testo, uno di quelli che mi erano stati inviati: fantastico, eccezionale, ricco.
Ero sull'autobus, quasi mezzanotte, stavo tornando dall'ultimo, in ordine cronologico, dei miei lavori. Mi metto così ad aprire la posta e a leggere quella mail che da tutto il giorno aspettavo. Leggo e, nonostante la situazione forse meno adatta per leggere in pace, il testo mi prende dritto nello stomaco. Sincerità e pensieri. La bellezza di poter leggere qualcosa che forse qualcuno vorrebbe solo tener per sé e che invece è bellissimo anche per gli altri.

Così dopo averci riflettuto tutto il giorno, alla sera prendo una delle tovagliette del ristorante ed inizio a buttar giù un cd story board, mai fatto in vita mia. La mattina dopo mi alzo presto e inizio a disegnare lo schizzo in bella copia, come si diceva a scuola. Tre ore in tutto per sistemare le idee, passare il lapis e la gomma, il pennarellino e di nuovo la gomma, le matite. Tre ore in tutto e una grande stanchezza finale dopo averlo fatto. 

Sicuramente con regole tutte errate, con impaginazione casuale, come meglio mi ispirava.. 
Ma l'ho fatto, l'ho finito, inviato a chi di dovere (a Giulia in questo caso) e pronto per essere impaginato come si deve.. intanto la copertina: che adoro!
Ah, il testo si chiama Pedalare ...
 
Pedalare // Testo di Giulia Tognarelli - Disegni Paola Dubhe

20 gennaio, 2012

Pensiero legato


e adesso che sei dovunque se chissà se ti arriva il mio pensiero, chissà se ne ridi o ti fa piacere..
 ee adesso che sei dovunque sei, ridammelo indietro il mio pensiero. Dev'esserci un modo per non lasciarlo andare

16 gennaio, 2012

era solo un sogno..


io e te una sera ci siamo incontrate; per una notte ci siamo mescolate; 
al mattino ognuna ha ripreso sé stessa

Try again. Fail again. Fail better.


Sapete quando dovete trovare l'idea giusta? Quell'idea azzeccata, quella che manca. E' proprio sulla punta della lingua, sulla punta delle dita ma non arriva ancora.
Allora metti le mani alla testa, stringi gli occhi e pensi: mi devo spremere le meningi!!

Poi, se sei fortunato, l'idea arriva.. altrimenti, bé, prova ancora!

"I always tried. I have always failed". 
"Do not argue. Try again. Fail again. Fail better"

10 gennaio, 2012

Il tempo della sigaretta

Il tempo di una sigaretta: sono quei minuti che cerchi di prenderti prima di rispondere a qualcuno, a qualcosa, di fare un ragionamento. Il tempo della sigaretta è quell'attimo in cui speri che qualche tiro rallenti le lancette dell'orologio, che il tempo si allunghi, che tutto si moltiplichi.

  Quando accendi quella sigaretta: il momento in cui chiudi gli occhi, avvicini le mani, schiacci con il pollice l'accendino e ti racchiudi in quel piccolo guscio. Quell'accendino che accende per un attimo il tuo viso e in quell'istante vorresti che i tuoi pensieri aumentassero a dismisura per arrivare alla soluzione .. o alla risposta.

  Il tempo della sigaretta, che è diverso dalla sigaretta tra amici o dopo pranzo o dopo il caffé. E' quando il primo tiro non serve per accenderla ma serve soltanto per farti fare quel respirone che tanto cercavi: far prendere aria ai tuoi pensieri.
  Il tempo della sigaretta è quella che mi sono presa in questi giorni, oggi. Ho acceso la musica, messo uno dei miei soliti brani adatti, che creano quell'atmosfera giusta. Ho fatto la sigaretta con calma: la cartina accartocciata, il filtro, il tabacco sistemato con calma. Mi sono seduta comoda sul divano e l'ho accesa. Nessuno in casa, tutto tace tranne le casse. Tante domande a cui dare una risposta con i suoi se e i tanti chissà. E la risposta sempre la solita: se le cose procedono così allora, bé, ci sarà un motivo. Se uno si incontra, si scontra e poi riparte un perché ci sarà. E purtroppo non sta a me capirlo. E non sta a me trovare il tempo perché una sigaretta, quel tempo della sigaretta, non basta e fumarne troppe non serve. Le risposte arriveranno nel momento adatto.. nel momento giusto per fare delle scelte. Intanto però finisco di fumare e poi uscirò perché oggi c'è un bel sole qua a Bologna

30 dicembre, 2011

Buon anno!




Ho sempre visto i sogni con la forma di una stella, quella che puntualmente esce nei mie lavori. Ho sempre cercato di immaginare dentro la stella i miei sogni, i miei desideri, le mie aspirazioni, me. 
E come sempre, ho desiderato di prenderla al lazzo e farla mia, tutta mia. Realizzare così davvero i miei desideri e sentire che stavo bene. 

Ognuno vede nella stella quello che più gli sta a cuore. Così allo stesso modo auguro a tutti quelli che passeranno di qua, un pò per noia un pò per curiosità, di realizzare tutti i suoi sogni raccogliendo e facendo sua la stella che sta guardando nei suoi sogni, lassù alta nel cielo.

buon 2012!

21 dicembre, 2011

Come lo desidera il caffé?

 
"Un caffé per cortesia" - "Certo, come?


Quanti modi ci sono di prendere il caffé?!
Tanti, troppi!! 

C'è il Caffé Normale, Ristretto, Lungo, Macchiato Caldo, Macchiato Freddo, l'Orzo in Tazza Piccola, l'Orzo in Tazza Grande, il Cappuccino (che ricordo molti prendono a fine pasto), al Vetro, Decaffeinato .. e poi??

Senza dimenticare il cicchetto di acqua che danno in tutte le regione tranne che in Toscana.

to be continued...

14 dicembre, 2011

Fermato e archiviato dentro questa tela


Da qui sono partita...

Da troppi giorni mi portavo dentro questa strana sensazione a cui ancora non ho dato una lettura precisa.
Ho per troppi giorni dato mani su mani di blu su questa tela senza mai volermi davvero fermare un attimo a dipingerla. Poi oggi, dopo due giorni di quasi relax, con la testa tranquilla, con me più serena che nell'ultima settimana, ho cercato e trovato quella piccola spinta per dipingerla.. ed eccola qua.. eccolo qua.. questo omino, ancora lui. Attaccato a questo cuore che si lascia trasportare chissà per quali venti. Chissà dove. Chissà se è una cosa positiva oppure no. Chissà se questi giorni bohemiene, come adoro considerarli, abbiano finalmente trovato pace in questo dipinto. Fermato e archiviato dentro questa tela.

15 novembre, 2011

Da grande volevo fare l'artista stressata

Da grande volevo fare l'artista
Quando ero piccola mi vedevo nel futuro in due modi differenti. 
A dieci anni volevo fare l'artista. Idee precise.. su cosa voler essere, non molto su come arrivarci! Fortuna che ho scelto la scuola superiore giusta e che ho avuto anche la voglia di continuare..
Poco più in là l'immagine di me era di essere sempre un'artista, ma anche una donna in carriera, sempre in giro, sempre con il computer acceso e il cellulare che squillava.
Ma ero ancora una bambina e ancora non sapevo che tutto ciò si chiamava stress!!
Desideravo, a conti fatti, fare due cose che avrebbero fatto di me: un'artista stressata!

Ma... un'artista stressata con un bell'appartamento con parquet, grandi finestre e magari al terzo/quarto piano di un grande palazzo e, magari, in una metropoli: tutto in grande! A quel tempo pensavo a Roma. Ancora non conoscevo altre città! Poi è l'appartamento si è trasferito a Porto, poi New York .. e poi sono cresciuta, e mi sono resa conto, adesso più di prima, di quanto sia faticoso fare una vita stressata!

14 novembre, 2011

"Ma quando non c'erano i computer la gente lavorava meno la domenica?"


Domenica di riposo in casa di amici. Io e la mia amica in camera, sedute sui propri letti (il mio in prestito) lei a lavorare per conto suo, io a sistemare un mio articolo. Ad un certo punto mi son fermata e mi sono chiesta: "Ma quando non c'erano i computer la gente lavorava meno la domenica?"





Com'era la vita senza pc? Talvolta proprio non me lo ricordo.. 
Certamente i curriculum venivano spediti per fax o per posta; non esistevano mail; non potevo sentire gli amici lontani; non potevo risparmiare comprando libri e biglietti da visita online; né potevo provare a vendere, che so, quell'oggetto orribile che per Natale che mi era arrivato; non potevo iscrivermi agli esami e non potevo neanche scambiarmi gli appunti con i compagni di corso. Non potevo fare tante cose prima. E molte adesso non mi vengono in mente.
Ero piccola quando è arrivato il mio primo computer, era un Windows '95. Che bello. Quante pagine scritte senza gran senso, quanto il tempo a giocare al Viaggio al Centro della Terra di Verne (regalato dai miei).

Adesso invece la vita online ti segue ovunque. Con i social e il grande lavoro che si può fare con il computer e anche con internet anche il mio cellulare si sta piano piano trasformando in un piccolo computer portatile. E ti dirò, alle volte mi piace.

05 novembre, 2011

Quant'è bella Bologna

Ieri ho passeggiato per Bologna.. sotto i suoi portici, nella sua nebbia. Nel viavai quotidiano di studenti universitari in via Zamboni, di lettori in Feltrinelli, di turisti in Sala Borsa, di lavoratori per il centro, di autobus e biciclette.. di pedoni distratti come me. Che partono da Piazza Maggiore, costeggiano la Coin, arrivano alle Due Torri e, magari, prendono per Via Castiglione. Poi girano, vanno in Santo Stefano e da lì di nuovo sotto le Due Torri. E così via...a raggiera.
Pedoni ditratti presi dai loro pensieri, dalle preoccupazioni, dai sentimenti che si muovono, dalla voglia di salire, cambiare ma anche di...fermarsi. 
Bé, forse non sono i pensieri di tutti i pedoni distratti come me, forse sono solo miei. 
Ma continuavo a passeggiare sotto i portici, nella nebbia, di questa città...
E pensavo "quant'è bella Bologna!"