14 novembre, 2011

"Ma quando non c'erano i computer la gente lavorava meno la domenica?"


Domenica di riposo in casa di amici. Io e la mia amica in camera, sedute sui propri letti (il mio in prestito) lei a lavorare per conto suo, io a sistemare un mio articolo. Ad un certo punto mi son fermata e mi sono chiesta: "Ma quando non c'erano i computer la gente lavorava meno la domenica?"





Com'era la vita senza pc? Talvolta proprio non me lo ricordo.. 
Certamente i curriculum venivano spediti per fax o per posta; non esistevano mail; non potevo sentire gli amici lontani; non potevo risparmiare comprando libri e biglietti da visita online; né potevo provare a vendere, che so, quell'oggetto orribile che per Natale che mi era arrivato; non potevo iscrivermi agli esami e non potevo neanche scambiarmi gli appunti con i compagni di corso. Non potevo fare tante cose prima. E molte adesso non mi vengono in mente.
Ero piccola quando è arrivato il mio primo computer, era un Windows '95. Che bello. Quante pagine scritte senza gran senso, quanto il tempo a giocare al Viaggio al Centro della Terra di Verne (regalato dai miei).

Adesso invece la vita online ti segue ovunque. Con i social e il grande lavoro che si può fare con il computer e anche con internet anche il mio cellulare si sta piano piano trasformando in un piccolo computer portatile. E ti dirò, alle volte mi piace.

05 novembre, 2011

Quant'è bella Bologna

Ieri ho passeggiato per Bologna.. sotto i suoi portici, nella sua nebbia. Nel viavai quotidiano di studenti universitari in via Zamboni, di lettori in Feltrinelli, di turisti in Sala Borsa, di lavoratori per il centro, di autobus e biciclette.. di pedoni distratti come me. Che partono da Piazza Maggiore, costeggiano la Coin, arrivano alle Due Torri e, magari, prendono per Via Castiglione. Poi girano, vanno in Santo Stefano e da lì di nuovo sotto le Due Torri. E così via...a raggiera.
Pedoni ditratti presi dai loro pensieri, dalle preoccupazioni, dai sentimenti che si muovono, dalla voglia di salire, cambiare ma anche di...fermarsi. 
Bé, forse non sono i pensieri di tutti i pedoni distratti come me, forse sono solo miei. 
Ma continuavo a passeggiare sotto i portici, nella nebbia, di questa città...
E pensavo "quant'è bella Bologna!"


04 novembre, 2011

AAA Lavoro Cercasi

Eccomi nella mia forma più splendida: quella da casalinga disperata attaccata da un pc in cerca di lavoro.
Facendo slalom tra annunci spazzatura e annunci seri cerco di capire come posso presentarmi alle aziende, alle organizzazioni e a tutto il resto del mondo del lavoro là fuori. Tra iscrizione a siti di lavoro, agenzie e invio del curriculum per mail..
Il curriculum. Troviamo un sacco di consigli su quale foto mettere, su che carattere utilizzare, la dimensione. Libri che ti spiegano come essere propositiva. E poi il dubbio: lasciarlo in formato europeo, italiano, creativo, floreale o con inchiostro simpatico?
C'è tutto!
- Elenco telefonico e pagine gialle
- connessione internet
- curriculum aggiornato
- tenuta domestica (non ti fanno certo il colloquio per skype)
- tisana relax
- sigarette (se non funziona la tisana)
- umore un pò ko
- cellulare carico, aggiornato in rubrica, con suoneria al massimo

27 ottobre, 2011

Time After Time

Lying in my bed I hear the clock tick | And think of you | Caught up in circles confusion | Is nothing new | Flashback warm nights | Almost left behind | Suitcases of memories | Time after
Sometimes you picture me | I'm walking too far ahead | You're calling to me, I can't hear | What you've said--
Then you say "go slow, I fall behind" | The second hand unwinds 

22 ottobre, 2011

Mai provato a disegnare il silenzio?!

trittico 30x60cm - e già .. bussa l'inverno

Uno stralcio d'idea era in testa già prima che comprassi le tele. Lo ammetto.  
Era nata così, una sera, parlando del silenzio, del concetto di silenzio, delle immagini del silenzio (avete mai provato a disegnare il silenzio? E' uno stimolo grandissimo!) e anche della musica, in sottofondo.
Poi ieri, come i bambini ho scoperto con gioia di avere in tasca una banconota da poter spendere! Sono corsa a comprare: 5 tele di varia dimensione, 2 pennelli nuovi, 3 lapis, un appuntino nuovo e una gomma. Ero infantilmente contenta!

Le ho portate a casa, le ho appoggiate in camera ... ed ho aspettato!

Ho ripensato a le canzoni di un gruppo di amici, all'albero, al silenzio, alla chiacchierata di quella sera.. alle sensazioni dei brani, dell'ultimo in particolare. Ho pensato alle foglie, alla musica. Poi ho trovato la frase di Jobés: dopo il silenzio ciò che più si avvicina a esprimere l'ineffabile è la musica.

Il resto è venuto da sé...

21 ottobre, 2011

Firenze e le indicazioni dello Zio Tom

Non sopporto Firenze e il suo traffico. La sua viabilità sempre incasinata. Le auto, gli autobus che arrivano sempre in ritardo alle fermate. Non sopporto Piazza dell'Unità perché, accidenti, non capisco mai dove devo stare!

E lo Zio Tom che continua a dirmi di spostarmi da una corsia all'altra come se ci fossi solo io sulla strada... non ci sono corsie a Firenze! Come a Roma.. (non potrei mai guidare in capitale, impazzirei! Mi c'hanno sempre guidato..)

A destra, sinistra, motorini, semafori, incroci, rotatorie .. E c'è sempre quello incazzato dentro l'auto perché non aveva calcolato l'orario di punta della viabilità: le ore 18.00.. €
Costui strombazza a destra e manca e ... ed è in questi casi che viene fuori il peggio delle persone! E di me!


03 ottobre, 2011

ma le chiacchierate in treno?

"i social network uniscono le persone"-Parliamone! 
Non avrei mai pensato di fare una tela con questo schizzo buttato giù scesa dal treno che da Firenze mi accompagnava a Bologna un giorno di settembre. Ed invece questo piccolo schizzo è piaciuto e grazie ad Enzo è diventata una tela!

L'idea nasce dal semplice guardarsi intorno

Il viaggio in InterCity era noioso come al solito: il gusto in treno in certi periodi finisce sotto i piedi. 
Accanto a me altri ragazzi, giovani. Io con la musica alle orecchie per passare il tempo. 
A metà del viaggio mi sveglio dal mio dormicchiare e girandomi intorno vedo tutti i ragazzi con il cellulare in mano.... potevano mandare un messaggio; potevano fare una chiamata; potevano anche essere in attesa che tornasse la linea visto tutti i tunnel che il treno fa in quel pezzo di strada. Ma ormai lo sai quali sono i movimenti di una persona quando scrive un messaggio: occhi piantati sullo schermo, le dita che corrono ad una velocità supersonica e l'azione dura pochi minuti (poi se uno scrive un poema e si sente Omero questa è un'altra storia). Ma questi ragazzi non stavano scrivendo messaggi né aspettando una chiamata da qualcuno: erano sui social netwrok! 
Che sia google+, facebook o twitter poco importa alla fine, non ho controllato per bene. Era proprio il fatto che io e l'altra persona vicino a me che stavamo senza cellulare in mano pareva fossimo le sfigate del momento! 
E questi social network che uniscono le persone. Non lo metto in dubbio. Unisce amici lontani di km o lontani di miglia. Li può dividere un oceano oppure gli impegni. E' l'abuso che talvolta se ne fa. E' l'abuso di dover anche solo controllare.. E qualche volta, lo ammetto,ci casco pure io adesso ho internet sul cellulare. 

La domanda è quindi: Ma per una bella chiacchierata in treno devo aspettare il vecchietto di turno?!